Sega di Ala porta al Giro d’Italia un pezzo della nostra storia

L’assolo di Nibali. Il lancio della bici di Wiggins. La prima volta di Aru fra i grandi. Il 19 aprile 2013, il Giro del Trentino ‘svelò’ una salita straordinaria che rivedremo nella ‘Corsa Rosa’ 2021: una vocazione innovativa che pochi anni più tardi avrebbe decretato il successo del Tour of the Alps

Sembra ieri, tanto sono vivi i ricordi, ma sono passati quasi 8 anni dalla prima volta del grande ciclismo a Sega di Ala. Era il 19 aprile 2013 e grazie a una grande intuizione del GS Alto Garda, il Giro del Trentino, la corsa a tappe che nel 2017 lasciò il testimone al Tour of the Alps, tenne a battesimo una grande salita che il prossimo 26 maggio farà il proprio debutto anche al Giro d’Italia, come arrivo della 17a tappa che prenderà il via da Canazei.

La quarta e ultima tappa del Giro del Trentino 2013 scattò da Arco e terminò ai 1220 metri di Sega di Ala, sui Monti Lessini, in prossimità della Malga Riondera. Una salita ancora inedita per il mondo dei pro, ma temuta e attesa fin dall’annuncio: 11,5 Km al 9,2% di pendenza media, una montagna per scalatori di razza.

Siamo orgogliosi di vedere salite scoperte dalla nostra corsa, prima con il Giro del Trentino e oggi con il Tour of the Alps, entrare a far parte del percorso del Giro d’Italia. Credo che Sega di Ala sarà una delle salite più attese e spettacolari della Corsa Rosa di quest’anno – ha detto il Presidente del GS Alto Garda Giacomo Santini. – Ricordo i continui sopralluoghi e infine l’intesa con l’allora Sindaco di Ala Luigino Pieroni per portare la corsa fino in cima. Infine, la magnifica giornata di gara, forse una delle più belle dei 40 anni di storia del Giro del Trentino. Prima come Giro del Trentino e poi come TotA abbiamo dimostrato che è possibile trovare salite e percorsi impegnativi e spettacolari anche ad altitudini meno proibitive”.   

A Sega di Ala vinse Vincenzo Nibali con un assolo dei suoi, spettacolare anteprima a un Giro d’Italia da dominatore incontrastato. In quarta posizione si classificò un giovanissimo Fabio Aru, per la prima volta fra i grandi del ciclismo mondiale, mentre il principale rivale di Nibali in quel Giro del Trentino, il britannico Bradley Wiggins, vincitore al Tour de France dell’anno prima, dovette inchinarsi al campione siciliano e alla sfortuna.

Sulle rampe iniziali di Sega di Ala, infatti, Wiggins reagì ad un doppio problema meccanico lanciando la sua bicicletta che andò ad adagiarsi a ridosso del muro: un’immagine ben impressa nella memoria degli appassionati di tutto il mondo. Nibali vinse il Giro del Trentino e Sega di Ala divenne conosciuta in tutto il mondo per aver offerto una spettacolare giornata di ciclismo – e anche per quel singolare episodio.

Nel maggio prossimo sarà un’occasione da non perdere per i numerosi scalatori al via del Giro d’Italia, molti dei quali presenti anche al Tour of the Alps di un mese prima (19-23 aprile): da Egan Bernal a Thibaut Pinot, da Simon Yates allo stesso Vincenzo Nibali, uno dei pochi atleti ad aver pedalato in corsa sulla salita trentina. L’unico a sapere come si vince lassù.